Irlanda, terra di natura selvaggia ed esplosioni musicali e gioviali


Europa, Racconti di viaggio / martedì, settembre 18th, 2018

Complice la ‘Irish pub radio’, che prima dell’estate mi capitava di ascoltare sul tapis roulant in palestra, quest’anno la mia curiosità per un viaggio si è rivolta all’Irlanda. A dire la verità, l’Irish pub non è mai stato il mio genere, e nemmeno la Guinness. Nonostante ciò i paesaggi irlandesi mi attirano da sempre, soprattutto dopo essermi innamorata di serie tv come ‘Game of Thrones’, o ‘Penny Dreadful’, quindi diciamo che desideravo sperimentare dal vivo quei luoghi e vivere di persona quelle atmosfere.

“In Dublin’s fair city, where the girls are so pretty”

Il viaggio inizia con una prima tappa a Dublino. Alloggiamo in un ostello spartano ma dall’atmosfera allegra e che ci permette di fare qualche incontro interessante. In questo periodo (inizio settembre) i turisti sono pochi, ma ci sono soprattutto studenti che stanno per iniziare l’anno accademico e alloggiano in ostello in attesa di trovare una migliore sistemazione in città.

Incontriamo una simpatica ragazza indiana che sta per iniziare un master in Management presso il Trinity College, la prestigiosa università di Dublino. Ci racconta le sue difficoltà nel trovare casa. A quanto pare Dublino è una delle città con gli affitti più cari in Europa e in cui è più difficile trovare un alloggio.

Primo giorno in esplorazione della città

St Patrick’s Cathedral

Il primo giorno decidiamo di avventurarci per scoprire il centro cittadino. Visitiamo la zona di Temple Bar, il quartiere dove si trova la maggior parte dei locali e pub. Proseguiamo entrando anche nella Christ Church Cathedral, il cui ingresso è però a pagamento. La chiesa, di origine normanna ma restaurata a più riprese, rimane la più antica costruzione in pietra della città. Interessante soprattutto la cripta, dove sono conservate numerose reliquie medievali e perfino due animali mummificati nelle canne dell’organo, un gatto e un topo.

Statua di Molly Malone

Proseguiamo il nostro giro visitando da fuori anche la più nota St Patrick’s Cathedral. Il nostro primo giorno termina passando di fronte al Dublin Castle, castello di origine medievale di cui oggi sopravvive solo la torre. Nonostante ciò la sua vista è comunque suggestiva.

Durante il nostro giro ci imbattiamo nella statua di Molly Malone, la leggendaria pescivendola narrata nell’omonima canzone tradizionale irlandese. Come narra la canzone, la bella Molly, che trasporta il suo carretto di “cockles and muscles” (vongole e cozze), morì tragicamente, ma il suo fantasma si aggira ancora per le vie di Dublino. 

Trinity College e Book of Kells

Il secondo giorno a Dublino visitiamo il famoso Trinity College, approfittando di una visita guidata di una studentessa universitaria. La ragazza, piuttosto paffuta e dai capelli rossi, così tipicamente Irish, ci racconta di stare per laurearsi in storia irlandese e tutta una serie di aneddoti sul college così da far risultare la visita molto divertente.

Al termine della sua visita entriamo finalmente all’interno del college per vedere il famoso Book of Kells, una delle maggiori attrazioni di Dublino e pertanto imperdibile. Si tratta di un manoscritto realizzato da monaci irlandesi e contenente il testo dei quattro vangeli in latino. La fila è notevole di fronte al libro e riusciamo a dargli solo un rapido sguardo, nonostante ciò sufficiente ad ammirare la bellezza e preziosità delle miniature e illustrazioni.

Saliamo le scale e raggiungiamo la splendida Long Room. La sala sembra una cattedrale in legno dalle volte a botte e custodisce al suo interno quasi 250.000 libri antichi. È ancora più bella di come me l’ero immaginata.

Long Room, Trinity College Library, Dublino

Scopriamo che i musei nazionali a Dublino sono gratuiti. Decidiamo di visitare il Museo Nazionale di Irlanda, in particolare la sezione di archeologia. Il museo è molto interessante e conserva reperti della preistoria irlandese, dell’era vichinga e medievale.

Trovo particolarmente interessanti soprattutto queste due ultime epoche, e in particolare la sezione dell’Irlanda vichinga. Rimango colpita dalla rappresentazione di una nave vichinga e in particolare dal racconto della mitica battaglia di Clontarf, combattuta dal re Brian, il quale riuscì a liberare l’Irlanda dalla dominazione straniera divenendo un’icona della cultura mitologica irlandese.

Galway e la costa occidentale

Galway

Siamo a metà del viaggio ed è il momento di trasferirsi in un’altra zona dell’isola, ovvero la costa occidentale. Col treno raggiungiamo comodamente in un paio d’ore la città di Galway. La pioggia ci accompagna – com’era prevedibile – dall’inizio di questo viaggio, dandoci tregua solo in alcuni momenti. Il nostro arrivo a Galway non è uno di questi, in quanto veniamo accolti da una pioggia torrenziale.

Il nostro appartamento si trova un po’ fuori dal centro cittadino, nel quartiere del West End. L’impressione è quella di trovarci in una piccola città di pescatori. La sera stessa sperimentiamo un buon ristorante dove gustiamo un ottimo piatto di fish&chips accompagnati da birra stout che è stata per me una piacevole scoperta durante questa vacanza.

Parco del Connemara e la Kylemore Abbey

Per il giorno successivo abbiamo prenotato una gita in autobus verso il parco nazionale del Connemara e presso la Kylemore Abbey. La giornata è estremamente piovosa, quindi purtroppo non riusciamo ad apprezzare come vorremmo i paesaggi. Tuttavia rimaniamo affascinati dalla natura aspra e selvaggia. Anche la Kylemore Abbey appare come un luogo descritto nei romanzi ottocenteschi. Attraversiamo lo splendido giardino botanico e vediamo la casa del custode del giardino, una graziosa villetta piuttosto ben arredata al suo interno.

Parco del Connemara

Le Cliffs of Moher

Il giorno successivo è finalmente giunto il momento tanto atteso della gita alle scogliere di Moher. Le raggiungiamo sempre grazie ad una gita organizzata in pullman. Queste scogliere leggendarie mi affascinano da sempre e non vedo l’ora di poterle ammirare dal vivo.

Per raggiungere le cosiddette “Cliffs” attraversiamo la regione del Burren, un’area molto affascinante costituita da un ampio tavolato calcareo, ricca di colline e campi destinati al pascolo. In circa un paio d’ore arriviamo alle scogliere.

La vista dall’alto è mozzafiato, il vento è molto forte e camminare sul bordo delle scogliere provoca le vertigini. Le scogliere sono molto lunghe – 8 chilometri – e quindi riusciamo a percorrerne solo una parte a causa dei tempi limitati imposti dalla gita di gruppo. Tuttavia la sensazione è davvero magnifica.

È già ora di rientrare e ci fermiamo nel paesino di pescatori di Doolin per il pranzo. Sulla strada del ritorno ci fermiamo ad ammirare la splendida costa lungo la Wild Atlantic Way. Il paesaggio sembra quello lunare.

Ultimo giorno a Dublino: visita all’EPIC, il Museo dell’Emigrazione Irlandese

L’ultima giornata prima di rientrare in Italia la trascorriamo a Dublino. Decidiamo di visitare EPIC The Irish Emigration Museum, dedicato alla storia dell’emigrazione irlandese. Il museo è piuttosto costoso (l’ingresso costa 14 euro) ma sinceramente considerato il percorso multimediale e interattivo all’avanguardia che offre il costo non lo trovo così eccessivo. Il museo si trova all’interno di quello che era il palazzo della Dogana Irlandese. Al visitatore viene assegnato all’inizio della visita un passaporto cartaceo, che dovrà convalidare ad ogni tappa del percorso di visita, così come accadeva a coloro che emigravano.

EPIC The Irish Emigration Museum

Scopriamo che l’emigrazione del popolo irlandese è stata davvero “epica”, con 10 milioni di persone che in 1500 anni hanno lasciato il Paese. Un gigantesco monitor illustra le tratte percorse da queste persone in varie epoche storiche, così come un plastico mostra l’evoluzione delle navi che hanno percorso tali tratte. Poi vediamo delle riproduzioni in video di volti reali di tale emigrazione. E scopriamo che tanti personaggi, anche insospettabili, hanno origini irlandesi, come Rihanna oppure John Kennedy. Le ultime sale del museo mostrano come la cultura irlandese abbia influenzato in particolar modo il mondo delle arti. La musica folk, che ha influenzato la musica country americana, le danze tradizionali – con gruppi come Riverdance – il cinema, sono mostrati in un percorso interattivo molto suggestivo e divertente.

Irlanda: impressioni di viaggio

Quartiere di Temple Bar

L’Irlanda è in gran parte come me l’ero immaginata. La natura selvaggia e incontaminata, il clima piovoso, le atmosfere suggestive e magiche dei suoi paesaggi, il tutto corrisponde in gran parte alla mia immaginazione. Tuttavia non mi aspettavo la calorosità del popolo irlandese, che nonostante sia un popolo nordico è tutt’altro che freddo ma molto cordiale e socievole, che sprigiona allegria ed esuberanza così come i suoi pub. La musica folk è ovunque in questo Paese, dalla radio sui pullman così come lungo le strade.

Dublino, seppure non bellissima dal punto di vista architettonico e con un’offerta di monumenti piuttosto limitata rispetto ad altre capitali europee, è una città dinamica ma che appare piuttosto vivibile, dal carattere deciso ma accogliente, che rispecchia bene il suo popolo.

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7 Replies to “Irlanda, terra di natura selvaggia ed esplosioni musicali e gioviali”

  1. Anche noi siamo pazze di The Game of thrones e rimaniamo incantate da questi paesaggi, selvaggi e anche un po’ malinconici, ma allo stesso tempo molto affascinanti.
    Abbiamo in programma di visitare l’Irlanda, terremo presente i tuoi preziosi consigli.

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