Alto Adige in treno in solitaria, un toccasana dopo il lockdown


Uncategorized / domenica, Ottobre 4th, 2020

Ci avevano detto che avremmo dovuto trascorrere anche le vacanze estive a casa, dopo l’inverno reclusi a causa del lockdown imposto dal covid-19. Invece tutto sommato si è trattato di un’estate abbastanza normale, con vacanze perlopiù italiane ma non per questo meno piacevoli.

Nei miei piani ci sarebbe stato un viaggetto in solitaria all’estero, di cui mi concedo il lusso almeno una volta all’anno. Dopo aver scelto l’Alto Adige per restare in Italia ma comunque respirare quell’atmosfera d’oltralpe, mi sono decisa a fare il mio viaggio in treno. Da tempo mi attirava l’idea di viaggiare usando questo mezzo, per la sensazione di libertà e avventura che mi trasmette.

Come tappe scelgo le due cittadine limitrofe di Bressanone e Brunico, entrambe facilmente raggiungibili.

Bressanone, regno della storia tirolese e paradiso per amanti della bici

Bressanone, scorcio di via principale

Arrivata a Bressanone, la più antica città del Tirolo, mi colpisce subito per i suoi palazzi antichi e il tipico aspetto tirolese. Percorro le stradine tortuose e giungo nella piazza del Duomo in stile barocco, particolarmente affollata in questa settimana centrale di agosto.

Capito un po’ per sbaglio in un piccolo parco di fianco al Palazzo Vescovile. Si tratta del Giardino di Corte. Rimango rapita dalla calma che regna nel giardino. Un distesa di rose e altri fiori colorati rende quel luogo un piccolo paradiso di tranquillità in quella giornata afosa. Su una panchina una ragazza è concentrata nella lettura di un libro, assomiglia al personaggio di un romanzo ottocentesco e mi sembra di fare un tuffo nel passato.

Bressanone, Giardino di Corte

Una passeggiata in cima alla Plose

Il primo giorno decido di fare una passeggiata in montagna salendo grazie alla cabinovia della Plose, raggiungibile in bus in circa un quarto d’ora. In cima all’impianto di risalita la vista è magnifica e la temperatura decisamente più fresca che a valle.

Plose, vista sulle Dolomiti

Dopo una bella passeggiata e pranzo al sacco nel primo pomeriggio decido di scendere e tornare a Bressanone. Lì mi attende la spa del mio albergo, il Grüner Baum. Le camere, di lunga tradizione familiare, hanno un arredo un po’ datato, ma la spa mi colpisce per le sue dimensioni e soprattutto per la bella piscina esterna con una vista suggestiva sulle montagne.

Un giro in bici fra i meli e visita dell’Abbazia di Novacella

Il secondo giorno decido di fare una gita in bici, nei miei piani fin dall’inizio di questa vacanza. Mi lascio convincere a noleggiare una bici elettrica. Dopo una breve pedalata noto subito quanto sia divertente questo mezzo, di cui di certo non mi pentirò. Faccio un bel tratto della pista ciclabile lungo il fiume Isarco, che costeggia le caratteristiche coltivazioni di meli. Mi fermo a fare un piccolo spuntino prendendo un frutto dai cesti che un coltivatore dà in omaggio ai passanti in cambio di una piccola offerta. Tutto questo ha un sapore di genuinità e mi sento profondamente rigenerata, nonostante il caldo soffocante di quei giorni. Al ritorno faccio una sosta a visitare l’Abbazia di Novacella, un’incantevole abbazia agostiniana ai piedi delle montagne.

Brunico, lago di Braies e passeggiate con vista sulle Dolomiti

Lago di Braies

Il giorno successivo è già tempo di ripartire e mi aspetta la seconda tappa in programma, la cittadina di Brunico. Arrivo nel primo pomeriggio e chiacchierando col receptionist decido di visitare la sera stessa il famoso lago di Braies.

Reso celebre dalla serie “Un passo dal cielo” con Terence Hill, il lago è ormai preso d’assalto dai turisti soprattutto in alta stagione tanto che la valle è stata chiusa al passaggio delle auto ed è necessario prenotarsi in anticipo per la visita. Io utilizzo l’autobus per giungere a destinazione. Arrivo alle 17 al lago e ho tempo un’oretta per fare un giro del lago e qualche veloce scatto fotografico. Il lago è incantevole, nonostante l’affollamento anche in quell’orario. Mi riprometto di tornarci in un altro periodo dell’anno per apprezzarne pienamente il fascino.

Le Tre cime di Lavaredo e cascate di Riva

Tre cime di Lavaredo

Il giorno successivo decido di seguire i consigli dell’autista dell’autobus e fare una bella passeggiata partendo dal punto di arrivo del bus Prato Piazza. Decido di seguire il percorso che conduce fino al Rifugio Vallandro. La passeggiata dura circa un’ora e mezza, non è semplicissima ma all’arrivo la vista sul paesaggio dolomitico è mozzafiato. Ammiro le splendide Tre cime di Lavaredo, simbolo iconico di questa zona.

Cascate di Riva, Campo Tures

L’ultimo giorno di vacanza ormai è arrivato. Ho deciso di fare un’escursione per vedere le Cascate di Riva a Campo Tures, decantate dal ragazzo della reception. L’autobus mi porta a Campo Tures e da lì con una breve camminata di una quindicina di minuti giungo al punto di partenza per le cascate. Il posto si presenta molto affollato da visitatori, soprattutto famiglie, intenzionate a seguire il percorso che conduce a vedere i tre punti panoramici con le cascate.

Una signora mi suggerisce il percorso un po’ meno affollato e di non rinunciare a vedere la terza cascata più in alto, sicuramente la più spettacolare. Dopo una ventina di minuti la raggiungo ed effettivamente il panorama è particolarmente emozionante. Un arcobaleno che si forma in quel momento rende il tutto ancora più magico. Al ritorno dalla passeggiata mi fermo in un ristorante a gestione familiare lungo la strada, dove mangio delle deliziose tagliatelline ai finferli freschi.

Anche questa vacanza è giunta al termine. È stato un viaggio in solitaria diverso dagli altri, più introspettivo e meno fatto di incontri e luoghi da scoprire. Nonostante ciò mi ha lasciato delle emozioni piacevoli e mi sento ricaricata di tutte quelle energie positive perse durante la lunga quarantena.

4 Replies to “Alto Adige in treno in solitaria, un toccasana dopo il lockdown”

  1. Sono già stata tre volte a Bressanone e non sono mai salita sulla Plose, forse perchè ci sono sempre stata in inverno e, non sciando, non ho pensato che avrei comunque potuto godermi una bella visuale da lassù. Mi toccherà rimediare, anzi, ti dirò di più: leggendo il tuo bel racconto mi hai invogliata a scegliere il treno per la prossima destinazione, in effetti con questo mezzo di trasporto si gode maggioramente il viaggio ed il panorama. L’autostrada A22 è spesso un incubo da percorrere in auto :-((((((
    R.

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